Komyo Reiki - Komyo Reiki Zen Soto e Naturopatia

Kanji o simbolo Reiki

Kanji o simbolo Reiki

Cos'รจ il Reiki, partiamo dal simbolo o Kanji

Si tratta di un termine giapponese (la pronuncia corretta, anche se praticamente mai usata in Occidente, è Leiki) formato dall'unione di due termini REI e KI. Entrambi si riferiscono all'energia universale, chiamata in molti modi dalle varie civiltà del presente e del passato: "chi" dai cinesi,"prana" dagli indiani,"luce" dai cristiani, "energia organica" da Willhelm Reich, “energia bioplasmica" dai ricercatori sovietici che per primi ne hanno fotografato un ­aspetto per mezzo della Camera Kirlian, e così via. La differenza tra i due termini è che REI si riferisce all'aspetto universale, unitario di tale ener­gia, mentre KI ne è più specificatamente la manifestazione all'interno di ogni essere vivente.

Reiki, quindi, significa in sintesi mettere in sintonia la propria energia personale con quella universale.

Riportando in equilibrio l'energia individuale con quella universale, il Reiki permette tra le altre cose l'avvio di un processo globale di guarigione naturale; ovviamente, parlare di riarmonizzarsi con la realtà significa ben più che risolvere i propri problemi fisici o emotivi. Significa riconquistare il senso più profondo della propria esistenza, imparare ad accettare ed in­terpretare il significato di ogni evento.

La visione che scaturisce dall'approccio al Reiki è globale: la Realtà è una e una sola, al di là delle diverse manifestazioni apparenti a livello di spa­zio e tempo, e di tale Realtà siamo parte integrante e nient'affatto privilegita. Il nostro corpo, la nostra mente, la nostra coscienza non sono che aspetti, sfaccettature di tale quadro, paragonabili ai puntini che costituiscono un'im­magine riprodotta su un quotidiano, importanti solo per la loro relazione con il disegno di cui fanno parte.

Anche per questo, si dice che il Reiki non può maoifestarsi che attraverso l'amore. Se comprendo fino in fondo il fatto che io e il mio prossimo siamo una sola cosa non posso fare a meno di amarlo come me stesso, perchè il mio prossimo è me stesso.

Solo partendo da questo tipo di considerazione è possibile aiutare realmente qualcuno. Fintantochè ci si sente importanti, o anche solo "buoni”, per il fat­to di poterlo guarire non ci si pone sul suo stesso piano ma ci si colloca su uno scalino posto più in alto. A quel punto punto non è più l'energia universale (il REI) ad agire attraverso di noi ma la nostra energia personale, il nostro KI.

Praticare Reiki significa imparare ad essere CANALI, a lasciare agire la Realtà.

Il Reiki propone all'individuo di farsi canale di permettere all'energia di scorrere attraverso di lui per arrivare dove più è necessaria. L'unica cosa che viene richiesta è la disponibilità totale.
 
La difficoltà è proprio quella di non far nulla se non di ascoltare se stessi, di non sentirsi artefici ma solo mezzi.

Le tecniche sono dei suggerimenti ma l'importante è ascoltare se stessi, seguire il proprio istinto e "lasciare che le mani vadano da sole" sul corpo del paziente dove maggiormente serve l'energia.
 
I processi innescati dal Reiki agiscono su tutti i piani dell'individuo, non solo su quello fisico: con il processo di guarigione viene attivata una riarmonizzazione di tutti gli squilibri passati e presenti. spesso coinvolgendo problemi ormai dimenticati o rimossi. Per questo motivo. spesso riaffiorano acciacchi ormai dimenticati, o problemi emotivi che si credeva di aver defini­tivamente superato. Si tratta di un vero e proprio processo di disintossicazio­ne: tutte le tossine fisiche e psichiche vengono rimesse in circolo per essere poi definitivamente espulse. Quasi sempre. infatti, dopo i primi trattamenti il paziente, invece di migliorare, peggiora, per poi guarire definitivamente. Per questo è bene avvisare il paziente di ciò che può accadere.

Alcuni pazienti provano un gran rilassamento e spesso si addormentano, altri sono irrequieti e faticano moltissimo a lasciarsi andare, alcuni sentono molto l'energia, altri hanno la sensazione che non stia succedendo assolutamente nulla. Si tratta in ogni caso di sensazioni del tutto soggettive che non hanno nulla a che fare con la sostanza del processo di guarigione in atto, ma che possono aiutare il paziente a comprendere il suo "interiore", molte volte diverso dal suo "esteriore". 

Con il metodo Reiki l'insegnante ancora oggi usa la tecnica Usui per riat­tivare tutti i canali dell'individuo, attivandone inoltre uno che dalla sommità della testa arriva al cuore, e nel quale Reiki scorre e può essere dato inalte­rato ad altre persone, animali, piante.

Colui che da Reiki è soltanto un canale attraverso il quale l'energia scorre.
Tutti possono essere aperti al Reiki, bambini, anziani, persone sane oppure malate. Tale energia scorre per tutta la vita e continua il­ processo di apertura e di guarigione iniziato con l'attivazione. .

Reiki ha dunque più di una funzione, da una parte lavora in noi e con noi per la nostra crescita, dall'altra può essere dato: allevia il dolore, accele­ra i processi di guarigione, rilassa, infonde positività, aiuta a capire i mes­saggi della malattia.




 

Reiki nei reparti oncologici, benefici nel 98% dei casi

Alle Molinette parte il nuovo corso di formazione per operatori volontari
 TORINO 01/02/2007
Il reiki in ospedale produce benessere psicofisico e riduzione del dolore in quasi tutti i pazienti a cui viene praticato. Lo si evince dai risultati ottenuti sui 27 pazienti del day hospital oncologico delle Molinette di Torino trattati tra settembre 2004  a giugno 2005 dai volontari dell'associazione Cerchiodiluce. L'esperienza è stata giudicata utile, tanto che ora parte un secondo corso di formazione per operatori reiki volontari da inserire in ospedale.
Lo studio effettuato sull'efficacia del reiki - pratica orientale di contatto con le mani abbinato alla meditazione - in integrazione alle terapie nei pazienti con neoplasie avanzate (che hanno tenuto un diario su cui appuntavano tutti gli effetti percepiti) rivela che i 94 trattamenti eseguiti hanno portato beneficio nel 98% dei casi. Il benessere è prodotto da un effetto di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore: lo stato emotivo di tranquillità in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni successivi al trattamento.
Nel dieci per cento dei casi analizzati si è anche rilevata una diminuzione della sintomatologia dolorosa, anche se non vi sono dati rispetto alla terapia antidolorifica assunta o meno dai pazienti. Alcuni pazienti hanno riferito anche di aver notato un miglioramento della qualità del sonno.
I dati di questo studio confermano che il reiki influisce positivamente sia come aiuto psicologico nell' affrontare le terapie, negli stati d'ansia e depressione, sia come supporto integrativo al trattamento antalgico.
I trattamenti prevedevano quattro sedute gratuite per ogni paziente indicato dal personale infermieristico, in tutto ventisette (19 donne), di età compresa tra i 30e i 70 anni. Per otto malati le terapie in day hospital si sono interrotte prima. - Partendo da questa analisi dei dati in nostro possesso - dicono i volontari di Cerchiodiluce - è nata l'idea di continuare il progetto. La raccolta d'informazioni verrà effettuata con una nuova scheda che ci permetta di valutare in modo più sistematico i risultati-. Sabato verrà presentato un nuovo corso per operatori reiki volontari all' ospedale Molinette di Torino.



 

Livelli di apprendimento del Komyo Reiki

Il metodo Komyo si divide in un percorso formativo di quattro livelli (anche se tradizionalmente i livelli sono solo tre). L'ultimo, lo Shinpiden, è infatti prettamente tecnico, rivolto esclusivamente a chi desidera diffondere questa disciplina. Non a caso il livello Shinpiden (4° livello) non prevede armonizzazioni (Reiju) presenti invece negli altri.

Il primo passo (sicuramente il più importante) è lo Shoden, il primo livello.
Rappresenta l'inizio grazie al quale si prende consapevolezza di quello che siamo naturalmente in grado di fare grazie all'Energia Universale.
si imparano l'auto-trattamento per il riequilibrio energetico ed il trattamento rapido per punti definiti. E' un livello materiale: aiuta te stesso.

Il secondo livello Chuden, completa l'esperienza dell'Energia e delle tecniche tradizionali.
Qui si ottengono tutti gli strumenti per avere la piena consapevolezza dell'Energia Universale, del Soffio Vitale, attraverso i Simboli Reiki, le tecniche e la possibilità di effettuare Reiki anche a distanza (l'Energia Universale trascende lo spazio). Anche questo livello è materiale: aiuta gli altri.

Il terzo livello (Okuden) è il completamento del percorso spirituale della disciplina. Assolutamente incentrato sulla piena connessione alla Fonte, sui cinque principi e sul nostro potere di creare ciò che viviamo. E' un livello impegnativo dal punto di vista personale: se non miglioriamo il modo nel quale viviamo la nostra esistenza, non potremo mai ottenere il massimo dei benefici dal Reiki.
Quando Reiki si è diffuso in occidente, il percorso spirituale è stato purtroppo messo in secondo piano per concentrarsi soprattutto sugli effetti fisici dell'Energia. Il grande merito del Rev. Hyakuten è stato quello di riportare alla luce questa parte essenziale della disciplina. Non è sufficiente riequilibrare le nostre energie, se poi continuiamo a rovinare tale allineamento con un modo di vivere che ci crea nuovamente problemi. Okuden è un livello più spirituale: ricerca la pace interiore.

La parte conclusiva della disciplina Reiki è contenuta appunto del quarto livello (Shinpiden). Questo è uno stadio di apprendimento puramente tecnico. Si apprende come eseguire la cerimonia dei Reiju (le armonizzazioni) e come insegnare correttamente la disciplina. Nonostante sia concepito come un livello tecnico, nell'insegnamento e nella diffusione si cela in realtà una grande possibilità di crescita personale. Insegnare è prima di tutto un'occasione per imparare, per fare qualcosa per gli altri (dando loro strumenti per migliorare la propria vita) e per seguire l'esempio del Maestro Usui: condividere con il nostro prossimo i benefici del Reiki Ryoho.Shinpiden è un livello spirituale: condividi le tue conoscenze con il prossimo.

 
Il cammino del Komyo Reiki potrebbe essere quindi riassunto così:

“aiuta te stesso per poter aiutare gli altri, trova la pace interiore per accompagnare il tuo prossimo nella sua ricerca”





 

I Cinque Principi Reiki

I Cinque Principi Reiki
I cinque princìpi Reiki

 
Il modo più semplice per spiegare la filosofia alla base del Reiki è sicuramente quello di usare le stesse parole del suo fondatore: Mikao Usui.

 
 
I cinque principi sono:

 
Solo per oggi non ti arrabbiare

Solo per oggi
non ti preoccupare

Solo per oggi
sii grato

Solo per oggi
lavora diligentemente

Solo per oggi
sii gentile con gli altri


Solo per oggi
indica la necessità di vivere il qui ed ora. Restare focalizzati sull'unico momento effettivamente reale, quello che si sta vivendo.
Vivere una vita centrata sul qui ed ora significa ottenere il massimo da quello che si sta facendo, condurre la propria esistenza in modo efficace. Non è considerato uno dei cinque principi, anche se la sua ripetizione indica la necessità basilare di vivere focalizzati sul momento esatto dell'esistenza.

Non ti arrabbiare
è inteso come non trattenere l'ira, non conservare in te la sua negatività. Certo, sarebbe meglio riuscire ad essere così staccati dalle cose da perdere il sentimento della rabbia, ma non sempre è così facile.. Non arrabbiarti richiama il concetto del qui ed ora, rilasciare l'avvenimento accaduto nel passato e vivere il momento presente.

Non preoccuparti
non significa non "occuparti" del tuo futuro, ma è inteso come "non essere ansioso per qualcosa che non è ancora successo" (e che probabilmente non accadrà mai..). Vuol dire affrontare le cose quando si presentano e non provare stati d'ansia fondati solo su immaginazioni personali.

Sii grato
sottolinea la necessità di non dare nulla per scontato (neppure il fatto di svegliarsi ogni mattino..). Il sentimento di gratitudine dovrebbe accompagnarci in ogni nostro gesto: quando mangiamo (perchè non è detto che ne avremo sempre), quando lavoriamo, nei rapporti con gli altri (non è scontato, per esempio, che una relazione duri in eterno..) e così per tutto. Ancora una volta: goditi il presente.

Lavora diligentemente
è riferito proprio all'attività lavorativa, allo svolgere bene la propria mansione ed è un incitamento ad avere autodisciplina. La capacità di autodisciplinarsi è importante per riuscire a conseguire i propri scopi, compresi quelli di crescita personale.

Sii gentile con gli altri
è un altro punto importante poichè rappresenta anche una forma di gentilezza verso sè stessi. Essere gentili con gli altri è una forma di condivisione di un sentimento positivo, di Energia positiva. E se diamo Amore all'Universo, questo ce lo restituirà.
Una delle cose fondamentali è quella di vivere giorno dopo giorno, sottolineato dalla scelta delle parole "solo per oggi"; questo non vuol dire rinunciare ai propri progetti, ma sta a significare che si deve pensare al futuro senza troppe preoccupazioni (allontanare gli stati d'ansia). Si deve essere felici nella semplicità del quotidiano, perchè è questa la vera medicina per la cura dello spirito e del corpo.




 

(Lignaggio Komyo Reiki a Lodi) La storia (Mikao Usui)

(Lignaggio Komyo Reiki a Lodi)   La storia (Mikao ...

Il Maestro Usui nacque  il 15 Agosto 1865. Egli nacque nel villaggio di Yago nel distretto Yamagata nella prefettura di Gifu.  Da quanto si sa, egli era uno studente dotato e molto zelante. Da adulto viaggiò in molti Paesi occidentali e in Cina per studiare; lavorò duramente, ma a un certo punto incappò in una qualche sfortuna. Ciò nonostante non si arrese e addestrò se stesso molto intensamente.

Un giorno si recò sul Monte Kurama per un ritiro di 21 giorni in cui digiunò e meditò. Al termine di questo periodo egli  sentì improvvisamente la grande energia di Reiki sulla sommità della propria testa, il che lo condusse al sistema di guarigione Reiki. Inizialmente egli usò Reiki su se stesso, quindi lo provò sui propri famigliari. Poichè funzionava bene per diversi disturbi, egli decise di condividere questa conoscenza con un pubblico più ampio. Aprì una clinica ad Harajuku, a Ojama, Tekyo nell'aprile dell'undicesimo anno del periodo Taisho (1922). Non solo trattò innumerevoli pazienti, molti dei quali giungevano da molto lontano, ma tenne anche seminari con i quali diffuse il suo sapere.

Nel settembre del dodicesimo anno del periodo Taisho (1923), il devastante terremoto Kanto sconvolse Tokyo. Migliaia di persone rimasero uccise, ferite o si ammalarono per le sue conseguenze. Il dott. Usui pianse per la sua gente, ma portò anche Reiki nella città devastata e ne utilizzò il potere di guarigione per le vittime sopravvissute. La sua clinica divenne ben presto troppo piccola per gestire il flusso di pazienti, perciò nel febbraio del quattordicesimo anno del periodo Taisho (1925), egli ne costruì una nuova fuori Tokyo, a Nakano.

La sua fama si diffuse rapidamente in tutto il Giappone, e allo stesso modo si moltiplicarono gli inviti a recarsi in luoghi lontani e curare a distanza molti disturbi. Una volta andò a Kure, un'altra nella prefettura di Hiroshima, quindi in quelle di Saga e Fukujama. Fu durante il suo soggiorno a Fukujama che venne colpito da un attacco fatale il 9 Marzo del quindicesimo anno del periodo Taisho (1926). Aveva 62 anni.

Il dott. Usui era una persona molto calda, semplice e umile. Godeva di una buona salute fisica ed era ben proporzionato. Non si metteva mai in mostra e sul suo volto c'era sempre un sorriso, inoltre fu sempre coraggioso di fronte alle avversità. Al tempo stesso egli era una persona molto prudente. I suoi talenti erano numerosi. Gli piaceva leggere e le sue conoscenze della medicina, della psicologia e della teologia di religioni di tutto il mondo erano vaste. La sua abitudine, lunga quanto la sua vita, allo studio e alla raccolta di informazioni lo aiutò a pavimentare il sentiero verso la percezione e la comprensione di Reiki.

Il Maestro Usui non era un monaco cristiano ne un monaco buddista. Era semplicemente una persona normale, buddista praticante, della scuola Buddista della "Terra Pura" (Jodo-Shu). Molti in occidente associano Usui al Buddismo Tendai o allo Zen, ma queste sono informazioni completamente sbagliate.
Le spoglie di Usui si trovano sepolte in un tempio della Terra Pura, scuola di cui fa parte anche Hyakuten Inamoto.

Molte leggende ed inesattezze sono state tramandate sul Maestro Usui, molti associano Reiki al buddismo o al buddismo tibetano, dicendo che sue radici affondano in queste discipline, sono stati scritti libri interi pieni di congetture ed analogie, che hanno contribuito a creare solamente confusione, in quanto le cose sono stanno così.
E', come sempre, tutto molto più semplice, Reiki è nato con l'Illuminazione di Usui, il quale, come tutti i maestri illuminati hanno portato all'umanità intera uno strumento di illuminazione.

Pertanto il Reiki è una disciplina giapponese di nascita, ideata e creata dal Maestro Usui, non ha radici in nessun'altra disciplina.




 

Chujiro Hayashi (1879-1940)

Chujiro Hayashi  (1879-1940)
Chujiro Hayashi era un capitano della Marina Imperiale Giapponese. Allievo di Usui, divenne Reiki Master (insegnante reiki) nel 1925, dopo il congedo dalla marina. Aprì la sua clinica Reiki a Shinano-Cho, Tokyo, ed ebbe il grande merito di diffondere la tecnica Reiki in gran parte del Giappone, anche se leggermente modificata rispetto a quella insegnatagli adl maestro Usui. Hawayo Takata (1900-1980), una giapponese-americana nativa delle Hawaii, ginse nella clinica di Hayashi dopo che le era stata diagnosticata una grave malattia. Grazie ai trattamenti reiki di Hayashi, guarì completamente in quattro mesi. Rimase come studentessa nella clinica giapponese per circa un anno prima di tornare alle Hawaii. Hayashi andò a trovarla nelle Hawaii nel 1938 e la fece diventare reiki master. Takata adattò la tecnica reiki tradizionale giapponese alla mentalità occidentale (inventando per esempio che Mikao Usui era un professore cattolico e che il Reiki era una antica tecnica indiana). Aprì la sua scuola reiki e creò ventidue reiki master grazie ai quali il metodo di guarire con le mani si diffuse in tutto l'occidente, fino a tornare “americanizzato” nel 1984 in Giappone, diventando sempre più popolare.




 

Chiyoko Yamaguchi (1921-2003)

Chiyoko Yamaguchi (1921-2003)
Ma la tecnica tradizionale di Usui non andò persa nei vari adattamenti portati dalla Takata. In giappone infatti, un'altra allieva di Hayashi, Miss. Chiyoko Yamaguchi (1921-2003), continuava ad insegnare la tecnica originale imparata dal Maestro.




 

Hyakuten Inamoto

Hyakuten Inamoto
L'allievo più importante della Yamaguchi è sicuramente il monaco buddista Hyakuten Inamoto, fondatore della Komyo Reiki Kai ed attualmente impegnato, in varie parti dell'Australia, dell'Europa e del continente americano, a far conoscere ed a riportare alle origini i trattamenti, i simboli e le tecniche del Reiki tradizionale giapponese di Mikao Usui.
Il Rev. Inamoto ha il grande pregio di aver voluto condividere con il mondo occidentale il reiki originale della tradizione giapponese.




Chiara Grandi

Chiara Grandi
Chiara Grandi: allieva di Inamoto Sensei, è stata la prima Komyo Reiki Teacher italiana. Per poter apprendere la discplina nel miglior modo possibile si è recata più volte in Giappone dove, grazie al Maestro Inamoto, non solo ha imparato la tecnica, ma ha potuto viverla nel suo ambiente originario, immergendosi completamente nel contesto dal quale ha avuto origine.
A Kyoto Chiara ha scoperto un modo diverso da quello occidentale di praticare Reiki, basato unicamente sul messaggio originario di Usui e spogliato di quelle regole e quegli usi che Reiki aveva ricevuto approdando in occidente.
Dopo aver portato in Italia la disciplina tradizionale della scuola Komyo Reiki, Chiara, con il benestaredel Rev. Inamoto, ha fondato la Komyo Reiki Kai Italia, l'unica sede estera dell'omonima scuola giapponese.
Scopo di questa associazione è di diffondere Komyo Reiki mantenendo inalterato l'insegnamento giapponese.









 

Massimo Zambelli Preisdente,direttore didattico e fondatore dell'associazione Reiki Siddharta Lodi

Massimo Zambelli Preisdente,direttore didattico e ...
Reiki Master indipendente. Riconosciuto AIRE (Ass. Italiana Reiki). E' stato iniziato al Reiki nel 1996 dalla Dott. Cobelle Braile presso R.A.M.O. (Ricerca Applicata in Medicina Olistica). Nel 2000 riceve il maestrato del SISTEMA USUI. Nel 2004 riceve il maestrato del KARUNA REIKI, secondo l'insegnamento del Maestro W. Lee Rand. Nel 2006 riceve il maestrato della Komyo Reiki Kai, secondo l'insegnamento originale giapponese del Rev. Hyakuten Inamoto. E' registrato all'albo professionale AIRE Num 75, di cui è responsabile provinciale. E' registrato presso l'International Center for Reiki Training, Michigan (USA) NUMBER ITM-01-136. E' iscritto all'Associazione Zen Soto presso il Monastero Zen Shobozan Fudenji di Bargone (PR).
Nel mese di novembre 2009 riceve il certificato nazionale del CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale sezione bio-discipline)

Dal suo inizio come insegnante Massimo Zambelli nutre un buon numero di operatori formati con il metodo Komyo Reiki a fine 2008  sono circa 80 le persone che hanno seguito i suoi insegnamenti.

Se volete contattare Massimo potete chiamare al 335-5903026

Per i trattamenti riceve su appuntamento presso lo "Sri Ganesh" in Via Secondo Cremonesi 38 a Lodi




 

Primo Taiten Tenca vice presidente e fondatore dell'associazione Reiki Siddharta Lodi

Primo Taiten Tenca vice presidente e fondatore del...
Primo Taiten Tenca:
Nato Cavenago D'adda il 02 Luglio del 1963 dove ad oggi vive con la sua famiglia, insegnante Komyo Reiki  (Komyo Reiki Teacher) vice presidente dell'Associazione Reiki Siddharta Lodi come fondatore,iscritto all'associazione zen soto del monastero Zen Shobozan Fudenji di Bargone (PR) dove il 18 agosto ha ricevuto l'ordinazione a Bodhisattva prendendo il nome di Taiten, ed inoltre pratica il massaggio Zen (massoterapia zen) appreso in questi anni di frequentazione al monastero Fudenji.

L'ASSOCIAZIONE REIKI SIDDHARTA LODI

L'ASSOCIAZIONE REIKI SIDDHARTA LODI

Fondatori e varie cariche dell'Associazione Reiki Siddharta Lodi

Fondatori e varie cariche dell'Associazione Reiki ...








PRESIDENTE E DIRETTORE DIDATTICO
:

L'Insegnante  Massimo Zambelli


VICE PRESIDENTE
:

L'Insegnante  Primo Taiten Tenca


SEGRETERIA:

L'Insegnante  Primo Taiten Tenca
 


CONSIGLIERI:

Mara Feroldi,Sonia Pregnolato,Francesca Macchi,Raffaella Ajello


COLLEGIO DEI PROVIBIRI
:

Nicoletta Fusar Imperatore,Luisa Pagliari,Mara Feroldi 



FONDATORI DELL'ASSOCIAZIONE:

Massimo Zambelli
Primo Taiten Tenca
Nicoletta Fusar Imperatore
Luisa Pagliari
Alberto Marchesin




 

REGOLAMENTO INTERNO (relativo agli incontri aperti al pubblico)



- L'Associazione Reiki Siddharta ha sede presso “ La Goccia Zen” in Via De Lemene 12 a Lodi.

- L'associazione si propone di divulgare il metodo di guarigione naturale Reiki, nella versione tradizionale originale giapponese "KOMYO REIKI", attraverso conferenze, seminari, manifestazioni, gruppi di lavoro, sessioni individuali, fiere e congressi. Si propone inoltre di collaborare con enti, associazioni, attraverso il volontariato, sperimentando il metodo presso aziende ospedaliere pubbliche e private (qualora ci fosse richiesto).

- Il regolamento interno avrà carattere etico, morale e tecnico. Tutti i soci dovranno esserne a conoscenza.

E' obbligo per chi frequenta il centro:

- la compilazione della scheda personale, per scopi gestionali interni, ai sensi del dlgs n°196/2003 sulla "Privacy"

- La tessera annuale

- il versamento della cifra stabilita per ogni incontro, a copertura delle spese di affitto della sede.

- Saranno ammessi agli incontri mensili tutti coloro che ne faranno richiesta,senza nessuna preclusione. Reiki è un bene prezioso per tutta l'umanità quindi sarà un piacere, oltre che un onore, permettere a chiunque di partecipare al di là di credenze religiose, razza o ceto sociale.

- L'associazione, rappresentata dal consiglio direttivo, è assolta da ogni responsabilità per danni, infortuni, incidenti che possano verificarsi durante lo svolgimento delle serate.

Si evidenzia che gli incontri pubblici non sono finalizzati al lucro o alla vendita di qualsiasi genere di prodotto. Il presente regolamento ha come finalità la regolamentazione degli incontri aperti al pubblico

REGOLAMENTO DEONTOLOGICO



- Divieto di fare diagnosi mediche (tranne che per gli operatori medici)

- Non promettere guarigioni miracolose

- Non abusare della buona fede e della ingenuità delle persone

- L'operatore Reiki non deve utilizzare le sue conoscenze per plagiare le persone che a lui si rivolgono

- Il Reiki non si deve sostituire alla medicina ufficiale, qualsiasi processo di guarigione che avvenga a seguito di trattamenti Reiki andrà interpretato come un effetto collaterale

- Non indicare mai alle persone di interrompere eventuali cure mediche in corso ed invitare le stesse a recarsi dal medico

- Tutti i membri dell'Associazione si devono operare per la diffusione corretta del metodo

- Qualsiasi membro dell'Associazione che viene a conoscenza di comportamenti non in linea con il regolamento della stessa da parte di altri membri, si impegna a darne tempestiva segnalazione al consiglio direttivo

- Informare tutte le persone su cosa è Reiki e come funziona

- Ricordarsi sempre che Reiki è principalmente una pratica spirituale e come tale gli obiettivi pricipi di ogni operatore Reiki sono: la ricerca interiore, la verità, la semplicità, l'amore, la pace, la correttezza etica, morale e civile

 

LO STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE REIKI SIDDHARTA LODI

Art. 1
È costituita una Associazione denominata “Associazione Reiki Siddharta”, con sede in Lodi, in via Trento Trieste n. 37.
La sede dell’Associazione potrà essere trasferita in qualsiasi luogo sul territorio nazionale, senza ricorrere alla modificazione dello statuto associativo.
L’Associazione potrà aprire sedi secondarie ovunque purchè in Italia e sarà facoltà dell’Associazione creare “sezioni locali”.
Art.2
L’Associazione avrà durata illimitata
Art.3
L’Associazione è autonoma, apartitica e non persegue fini di lucro, prefiggendosi finalità di carattere civile, culturale e di ricerca etica e spirituale. È retta da principi di democraticità, lealtà e mutualità
Per raggiungere i suoi fini e rispondere alle esigenze del corpo sociale, l’Associazione può dunque creare strutture proprie o utilizzare quelle esistenti sul territorio ed attuare quanto ritenuto opportuno, ivi comprese iniziative finanziarie e commerciali nei limiti stabiliti dalle vigenti leggi e comunque in via sussidiaria rispetto agli scopi che l’Associazione si prefigge.
Essa ha per oggetto:
- la divulgazione del metodo REIKI TRADIZIONALE GIAPPONESE attraverso conferenze, manifestazioni, edizioni, gruppi di lavoro, sessioni individuali e di gruppo presso la sede dell’Associazione e altrove. Fiere, congressi, convegni e viaggi (quest’ultimi destinati solo agli associati) nonché la partecipazione agli stessi anche organizzati da altre associazioni di cui si condividono finalità e metodi
- la sperimentazione del metodo REIKI presso Aziende Ospedaliere e sanitarie che si rendessero disponibili con accordi e modalità che di volta in volta verranno stabiliti con la direzione del personale medico delle strutture in oggetto
- la costituzione del comitato tecnico-scientifico a scopo consultivo
- la creazione di protocolli didattici per gli insegnanti e operatori affinché operino attenendosi agli stessi. Il tutto in sintonia con la tradizione del metodo Usui Tradizionale Giapponese e, per la deontologia e l’operato pratico,con le linee programmatiche stabilite dal regolamento interno all’Associazione, la cui finalità è quella di garantire l’uniformità divulgativa del metodo.
Il regolamento interno dell’Associazione avrà carattere etico, morale e tecnico; tutti i membri dovranno esserne a conoscenza, sottoscriverlo al momento dell’adesione all’Associazione.
- stabilire protocolli didattici e di formazione per i membri dell’Associazione e la fornitura del materiale didattico a chi ne farà richiesta
- l’organizzazione dei seminari di altre discipline olistiche e scientifiche così che gli associati possano ampliare le loro conoscenze.
- la pubblicità delle attività dell’Associazione attraverso internet, riviste di settore specializzate e/o altri strumenti mediatici ritenuti idonei
- la promozione ed il sostenimento altresì delle discipline orientate verso lo sviluppo biofisico, psicologico e spirituale degli individui al fine di favorire il miglioramento delle condizioni di vita dell’essere umano e della sua maturazione interiore a mezzo delle discipline bio-psichiche, psicosomatiche e filosofiche sia nella pratica diretta che negli aspetti tecnici, formativi, di studio, di ricerca, di direzione, nei movimenti culturali ed artistici. Tutto ciò nel pieno rispetto di ogni credo, scuola, filosofia individuale o religione.
Per lo svolgimento delle suddette attività, l’Associazione si avvale prevalentemente dell’attività prestata in forma volontaria, libera e gratuita dei propri associati
L’associazione:
- per grandi manifestazioni afferenti gli scopi istituzionali, può avvalersi di attività prestata in forma volontaria e libera da persone non associate alla Associazione
- può inoltre avvalersi, in caso di particolari necessità, di prestazioni di lavoro autonomo o dipendente, anche ricorrendo ai propri associati
GLI ASSOCIATI
Art. 4
Criteri di ammissione
. Sono membri dell’Associazione:
- i soci fondatori
- gli operatori professionali, così definiti come da regolamento interno
- master di Reiki
- chiunque ne faccia richiesta
L’ammissione è subordinata all’accettazione da parte del Consiglio Direttivo ed a seguito di domanda scritta presentata dall’interessato.
Criteri di esclusione
La qualità di associato non è trasmissibile
La qualità di socio si perde per recesso, per esclusione o per decesso.
La dichiarazione di recesso deve essere comunicata per iscritto al Consiglio Direttivo e ha effetto con lo scadere dell’anno in corso, purchè sia fatta almeno tre mesi prima.
Gli associati che abbiano receduto o che siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di far parte dell’Associazione non possono ripetere i contributi versati nè hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.
Motivi di radiazione
Saranno radiati tutti i membri che contravverranno al regolamento etico o morale, oppure che chi verrà segnalato per aver avuto comportamenti non in linea con i presupposti dell’Associazione, previo accertamento di una apposita Commissione che verrà nominata. Chi farà un uso improprio del nome dell’Associazione per propri scopi personali, chi contravverrà agli standard dell’insegnamento, chi non verserà le quote associative.
Inoltre i soci radiati dovranno restituire tutto il materiale in loro possesso che porta il nome dell’Associazione (senza restituzione da parte dell’Associazione delle somme versate).
Qualora i motivi di radiazione siano gravi o vi si riscontrino i presupposti per un reato penale, l’Associazione provvederà ella stessa a farne denuncia alle autorità competenti, mentre per eventuali iniziative prese da terzi per gli stessi motivi l’Associazione si costituirà parte civile.
La decadenza è pronunciata con deliberazione del Consiglio Direttivo e comunicata al socio a mezzo di raccomandata r.r.
Doveri e diritti degli associati
I soci sono obbligati:
- ad osservare il presente statuto, il regolamento interno e le deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi
- a mantenere un comportamento corretto nei confronti dell’Associazione
- a versare la quota associativa
I soci hanno diritto:
- a partecipare a tutte le attività promosse dell’Associazione
- a partecipare alle Assemblee con diritto di voto
- ad accedere alle cariche associative
I soci non possono vantare alcun diritto nei confronti del fondo comune né di altri cespiti di proprietà dell’Associazione.
CATEGORIE SOCI
Art. 5
Il numero dei soci è illimitato
La seguente distinzione in categorie di soci non influisce sul diritto di ciascun associato alla libera ed attiva partecipazione alla vita dell’Associazione, in primis attraverso la partecipazione in assemblea.
I soci si distinguono in:
- soci fondatori: coloro che hanno partecipato all’Atto costitutivo dell’Associazione.
- soci ordinari: coloro i quali in seguito a presentazione di domanda scritta, una volta accettata, si impegnino a contribuire alla realizzazione degli scopi dell’Associazione, osservandone il presente statuto e il regolamento interno
PATRIMONIO SOCIALE
ART. 7
Il patrimonio sociale è costituito :
- dal capitale iniziale versato
- dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell’Associazione
- dai contributi di ammissione
- da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio
-
le entrate dell’Associazione sono costituite:
- dalle quote sociali annue
- dai contributi, erogazioni conseguenti a manifestazioni o partecipazione ad esse
- dai contributi della Comunità Europea, dello Stato, delle regioni, delle Province, dei Comuni, di Enti ed Istituzione pubbliche e di organismi internazionali
- da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attività sociale
Il patrimonio dell’Associazione non è in nessun caso e sotto alcuna forma soggetto a ripartizione fra gli associati.
In caso di scioglimento, cessazione od estinzione dell’Associazione, l’eventuale patrimonio che residui dopo la liquidazione dovrà essere devoluto ai fini di utilità come infra previsto dal presente statuto, salvo diversa disposizione di legge.
ESERCIZIO SOCIALE- BILANCIO
Art. 8
L’esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno
Entro sei mesi dalla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo provvede alla compilazione del bilancio sociale previo un esatto inventario, da compilarsi entrambi con criteri di trasparente oculatezza. Eventuale avanzi di gestione dovranno essere reinvestiti nell’attività dell’Associazione o indirizzati ad Enti o persone bisognose secondo quanto previsto dall’oggetto dell’Associazione e come dall’Assemblea degli associati e non potranno essere ripartiti fra i soci.
ORGANI SOCIALI
ART.9

Sono organi dell’associazione:
- l’Assemblea dei soci
- il Consiglio Direttivo
- il Presidente
- i vice-Presidenti
- il Segretario
- il Collegio dei Probiviri
Le cariche associative vengono ricoperte a titolo gratuito, salvo il rimborso delle spese sostenute per conto dell’Associazione nell’esercizio delle loro mansioni
L’ASSEMBLEA DEI SOCI.
l’Assemblea è composta da tutti i soci e può essere ordinaria o straordinaria; ogni associato dispone del diritto a un solo voto
Ogni associato può farsi rappresentare in assemblea da un altro associato con delega scritta, con un limite massimo di 5 deleghe per delegato.
L’Assemblea ordinaria:
- approva il bilancio
- nomina le cariche sociali
- delibera le modifiche statutarie e lo scioglimento dell’associazione
- tratta tutti gli argomenti di sua competenza per legge o per statuto che siano posti all’Ordine del giorno
- delibera l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni
L’assemblea ordinaria viene convocata dal Consiglio Direttivo ogni anno, entro sei mesi dalla data di chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio
I soci hanno diritto di chiedere la convocazione dell’Assemblea a condizione però che la relativa domanda sia presentata per iscritto da almeno un quinto dei soci che hanno diritto di voto in assemblea. In quest’ultimo caso l’assemblea deve essere convocata entro trenta giorni dalla richiesta.
La convocazione dell’Assemblea dovrà essere fatta a mezzo di avviso contenente l’ordine del giorno da affiggersi in modo visibile nei locali della sede sociale e spedito a mezzo posta ordinaria, e-mail, fax e pubblicazione sul sito dell’Associazione, almeno 8 giorni prima dell’adunanza.
Nell’avviso suddetto deve essere indicata la data dell’eventuale seconda convocazione.
In mancanza dell’adempimento delle formalità suddette, l’Assemblea si reputa regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e siano presenti tutti i membri del Consiglio Direttivo.
L'Assemblea è valida in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno dei soci e delibera con la maggioranza dei voti e in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati nell'adunanza. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati nelle adunanze con le eccezioni previste per le modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto e per lo scioglimento e la devoluzione del patrimonio. Per la modificazione dell'Atto costitutivo e dello statuto è richiesta la presenza o la rappresentanza di 3/4 degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti e dei rappresentati in prima convocazione. In seconda convocazione è richiesta la presenza di almeno i 2/10 degli associati e il voto favorevole di almeno i 3/5 dei presenti o rappresentati. Quando si tratta di deliberare sullo scioglimento anticipato dell'Associazione nonchè sulla devoluzione del patrimonio tanto in prima che in seconda convocazione occorre il voto favorevole della maggioranza di almeno i 3/4 degli associati.
Le votazioni si fanno per alzata di mano.
Hanno diritto di voto coloro che risultino in regola con il pagamento delle quote associative.
Il socio ha un solo voto qualunque sia la categoria di appartenenza. In caso di parità il voto del Presidente vale doppio.
L’assemblea è presieduta dal Presidente, salvo che l’Assemblea non elegga altri a presiederla ( che comunque dovranno far parte del Consiglio Direttivo).
L’assemblea si riunisce nella sede sociale o altrove purchè in Italia.
Quando non sia presente il Presidente, il Presidente è eletto dall’Assemblea.
L’Assemblea, su proposta del Presidente, provvede alla nomina del Segretario che può essere anche una persona non socia.
Le deliberazioni devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO
IL Consiglio Direttivo è composto dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario e da un numero di membri non inferiore a tre e non superiore a nove, eletti dall’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni.
I membri del Consiglio Direttivo sono rieleggibili.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente tutte le volte che egli lo ritenga utile oppure quando ne sia fatta domanda dalla maggioranza dei consiglieri in carica.
La convocazione sarà fatta a mezzo di avvisi personali da spedirsi o recapitarsi a mano, posta ordinaria o tramite e-mail, non meno di tre giorni prima dell’adunanza e, nei casi di urgenza, in modo che i consiglieri ne siano informati, almeno un giorno prima della riunione.
Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei suoi membri.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza degli intervenuti.
Le votazioni sono palesi.
In caso di parità il voto del presidente vale doppio.
Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione.
Pertanto tra l’altro, spetta al Consiglio Direttivo
a) curare l’esecuzione delle deliberazioni assembleari
b) redigere i bilanci
c) compilare eventuali regolamenti interni da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea
d) stipulare tutti gli atti e i contratti di ogni genere inerenti l’attività dell’Associazione
e) conferire procure sia generali che speciali, ferma la facoltà attribuita al Presidente del Consiglio Direttivo dall’art.11
f) assumere e licenziare il personale dell’Associazione fissandone le retribuzioni e le mansioni
g) deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza o l’esclusione dei soci ai sensi di Statuto
h) compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione che comunque rientrino nell’oggetto dell’Associazione, fatta eccezione soltanto per quelli che, per disposizione di legge o dell’Atto costitutivo, sono riservati all’Assemblea.
IL PRESIDENTE
Il Presidente ha la rappresentanza legale e la firma dell’Associazione a tutti gli effetti di fronte a terzi e in giudizio.
Per il compimento di atti di straordinaria amministrazione il Presidente deve essere autorizzato dal Consiglio Direttivo
Il Presidente, con la firma disgiunta, è autorizzato a riscuotere da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze.
Egli ha anche la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l’associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e d amministrativa e di qualunque grado di giurisdizione.
Previa autorizzazione del Consiglio Direttivo può delegare i propri poteri in tutto o in parte ad un membro del consiglio.
Potere direttivo legato a funzione inderogabile, con speciale procura, ad impiegati dell’Associazione.
IL VICE-PRESIDENTE
Ha la funzione di coadiuvare e/o sostituire in toto il Presidente nell’adempimento delle sue funzioni in caso si sua assenza o impedimento.
IL SEGRETARIO
In assenza o per impedimento del Presidente o del Vice Presidente spettano al Segretario tutte le di lui mansioni e poteri.
Il segretario dell’Associazione è eletto dall’Assemblea dei soci, sentito il parere del Presidente; dura in carica tre anni e può essere rieletto.
Al Segretario può essere attribuita la piena responsabilità amministrativa dell’Associazione di cui risponde al Presidente direttamente. In questo caso è tenuto ad adempiere ad ogni incombenza amministrativa, ivi compressa la tenuta dei libri sociali e d’amministrazione ed è responsabile dei deficit di gestione non espressamente autorizzati dal Direttivo.
In caso di assenza del Segretario o di sue dimissioni scritte, Il Direttivo nominerà un sostituto provvisorio che potrà essere o il Presidente o uno dei membri del Direttivo, in attesa di una nuova nomina.
IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
IL Collegio dei Provibiri nominato dall’Assemblea in caso di necessità, si compone di tre soci effettivi, uno dei quali ne assume la presidenza. Sono demandate al Collegio dei Provibiri tutte le controversie sociali tra i soci e tra questi e l’Associazione o i suoi organi. Ai Provibiri viene richiesto di pronunciarsi in merito a questioni deontologiche connesse al rispetto del regolamento interno e dello Statuto sociale e all’attività di comunicazione pubblica ed istituzionale. È escluso il ricorso ad ogni altra giurisdizione.
DEVOLUZIONE DEL PATRIMONIO
Art.10
In caso di scioglimento anticipato l’Assemblea destina i suoi beni patrimoniali ad altri enti ed associazioni che, senza fine di lucro, svolgono attività di assistenza e beneficenza.
L’Assemblea nomina un liquidatore che, pagati i debiti residui, provvede materialmente al conferimento dei beni e denaro agli enti designati.
Art.11
Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto valgono le disposizioni di Legge vigenti ed i principi dell’ordine giuridico italiano.