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Naturopatia
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NATUROPATIA,FLORITERAPIA
Luisa Pagliari
Diplomata presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica
Specializzata in floriterapia, utilizzo delle erbe medicinali, oligoelementi, gemmo derivati, lettura del corpo con visione psicosomatica.
MASTER IN:
Floriterapia 1° e 2° livello
Erboristeria
Lettura del corpo in psicosomatica
Attualmente frequento il Corso Universitario
Presso Università degli Studi di Milano
“Fondamenti razionali e critici di Naturopatia”
L’associazione Reiki Siddharta
Si avvale del lavoro e della consulenza di una naturopata, diplomata presso l’istituto Riza e specializzata in floriterapia (essenze floreali, le vibrazioni preziose dei fiori, per guarire paure, ansie, depressioni, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare e ritrovare dolcemente la gioia di vivere), erboristeria e lettura del corpo e dei disagi fisici e psicoemozionali in chiave psicosomatica.
Per ritrovare armonia, equilibrio e un benessere autentico e duraturo, risvegliando le risorse di auto guarigione che ogni essere possiede.
Si offrono consulti individuali, poiché ogni individuo è unico e differente.
Ricordando che l’uomo cura, ma è la natura che guarisce.
Saranno proposti anche una serie d’incontri dedicati alla naturopatia, alle essenze floreali (fiori di Bach, fiori australiani, himalayani ecc.), all’erboristeria, all’approccio naturale, olistico e psicosomatico dell’esistenza e dei disagi fisici e psicoemozionali.
Aspettiamo idee e proposte, che sarò lieta di trattare e sviluppare nei nostri incontri.
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COSA SIGNIFICA NATUROPATIA:
Il termine Naturopatia deriva dal latino "natura" e
dal greco "phatos", che significa
"ciò che si percepisce, vive"
Naturopatia, quindi, letteralmente significa
"sentire secondo natura"
"Il Naturopata si identifica come operatore del benessere e opera nell'ambito delle discipline
naturali e bioenergetiche,nel rispetto
della concezione olistica dell'uomo,
della sua unicità e dell'interazione con l'ambiente".
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PUBBLICAZIONI PERIODICHE
Periodicamente verranno pubblicati dei testi riguardanti questa medicina olistica,chi fosse interessato
(oltre che leggerla sul sito)potrà riceverla per posta elettronica basterà farne richiesta nella sezione
contatti e link chiedendo l’iscrizione alla newsletter per la Naturopatia o per tutte le attività
dell’Associazione Reiki Siddharta Lodi.
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GIOVEDI 15 DICEMBRE 2011
Buongiorno a tutti.
Oggi vorrei fare qualche accenno alla psicosomatica e magari anche allo stress.
Il concetto di stress è importante nella comprensione dei disturbi psicosomatici. La medicina psicosomatica, infatti, vede la malattia nascere dal rapporto dell’individuo con il suo ambiente.
L’emozione è determinante nella ricerca dell’origine di una malattia ma va ricordato che ciascun individuo ha una propria risposta individuale agli stimoli esterni (e interni), stressogeni o meno.
La malattia come effetto di una causa è un concetto superato ormai, dobbiamo allargare lo sguardo, la percezione e la consapevolezza; in realtà ogni evento è conseguente all’intrecciarsi di una moltitudine di fattori spesso compresenti, tra cui importantissimi quello psicologico ed emotivo.
L’ipotesi alla base della medicina psicosomatica è che esiste una unità, un “ intero” di corpo (soma) e psiche, intesa anche come anima.
L’uomo nella visione psicosomatica è visto nella sua interezza biologica, psicologica e sociale, ossia legata al contesto in cui ci si trova. E’ importante fornire informazioni utili per conoscere il proprio corpo e scoprire i segnali che gli organi bersaglio inviano, i canali di comunicazione e comprenderne linguaggio e significato.
Spesso il dolore, i sintomi e le varie patologie, sottendono ad un pensiero distorto, un’emozione negativa, uno stato d’animo depresso o ansioso.
E’ illuminante comprendere come si realizza il passaggio dalla mente al corpo, ovvero come da stati emotivi, conflitti, rabbia e depressione, si passa a vere e proprie malattie funzionali ai loro diversi stadi.
Il nostro corpo utilizza i sintomi per parlaci, ogni sintomo è un segnale, un messaggio, che se interpretato fornisce informazioni che possono aiutarci ad eliminare la causa che l’ha provocato. Impariamo ad ascoltare il corpo; se abbiamo un dolore, invece di eliminarlo subito, naturalmente per quanto possibile, cerchiamo di comprenderlo, di capire che sintomo è, cosa ci sta dicendo quella parte del corpo. Ogni organo ha un significato simbolico. I simboli e le immagini sono il linguaggio di cui si serve l’inconscio e l’anima per comunicare (succede anche nei sogni).
Come sostiene il dott. Bach, la malattia consiste dunque nella reazione ad un’interferenza esterna che ostacola lo scopo della nostra vita, interferenza che ci fa dubitare di noi stessi e ci riempie di paura, rabbia e indifferenza.
Le interferenze esterne ci bombardano fin dalla più tenera età, molto presto il dubbio si radica nelle nostre menti, distorcendo il pensiero, spegnendo l’intelligenza del cuore, rendendoci schiavi dei condizionamenti, in balia di ogni soffio, come foglie al vento.
Privati della libertà di essere, ci allontaniamo sempre più dalla nostra natura, dal nostro “progetto originario”, fino a dimenticare non solo quale fosse, ma persino di averne avuto uno.
Nascono così gli stati d’animo che segnalano la condizione di infelicità in cui ci troviamo a vivere, che quasi sempre non riusciamo a spiegare, ma ci affanniamo a giustificare con mille “buone ragioni oggettive”. La mente razionale infatti, plasmata sul modello dell’interferenza sociale e culturale, ne diventa la migliore alleata e vigila sul sonno della coscienza, attenta a che nulla possa disturbarlo..
Ne riparleremo. Ciao a tutti.
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MARTEDI, 15 NOVEMBRE 2011
Buongiorno a tutti.
Oggi affronteremo insieme un argomento certamente non nuovo, ma nuovo sarà il tipo di approccio verso un disturbo e un disagio “alla portata di tutti”.
“La soluzione per superare gli stati d’ansia consiste nel guardarsi dentro senza negare né fingere; solo così infatti paure e ansie smettono di essere un’ossessione.”
Alla scuola di naturopatia che ho frequentato, si insegna l’accettazione, la presa di coscienza e la percezione della realtà, dentro e fuori di noi, così com’è e non come si vorrebbe che fosse, in questo momento, qui ed ora, adesso.
Negare l’ansia, infatti, serve solo a rafforzarla. E’ importante non fasciarsi la testa prima del tempo, non dobbiamo cadere vittime dell’emotività quando magari nemmeno si sa in anticipo come andranno le cose, questo è certo; tuttavia la maggior parte estremizza questo atteggiamento: non solo non si fasciano la testa prima, ma nemmeno durante e neppure dopo.
Spesso si tende cioè con forza a negare l’evidenza, soprattutto se si tratta di un problema importante.
“Preoccuparsi non serve a niente”, ma bisogna fare attenzione, perché questa è una frase a doppio taglio. Infatti, se avere la testa piena di dubbi e domande non aiuta a trovare soluzioni efficaci, questo non significa evitare di prendere atto in modo realistico della situazione che si sta vivendo.
Se “non preoccuparsi” significa “non percepire”, non siamo sulla strada giusta e non ce la possiamo fare. Il rifiuto dell’ansia, è già di per sé un disturbo, una forma acuta di ansia e la reazione di fuga dalla realtà non è che la sue estremizzazione. Il disagio è così forte da dover essere negato e sostituito da una maschera di maturità, saggezza e autocontrollo.
E’ come se non si sapesse “come” vivere gli stati d’ansia.
Sarebbe auspicabile provare a smettere di negare i fatti negativi, imparando piuttosto a percepirli con sguardo aperto e non giudicante.
Se arriva la paura, proviamo a dire :”Ecco la mia paura, o la mia ansia, non cerco di pensare ad altro o di sfuggirle, resto qui con lei, per un po’”. Magari la sofferenza sul momento potrà farsi sentire, ma poi s’imparerà a poco a poco che quell’emozione non viene per distruggerci, è una parte importante di noi e…in fondo, non è così terribile.
Ci sono dei passaggi importanti che possono aiutarci a superare le ansie e le paure e non farsene sopraffare:
Guardare. Non ci si evolve negando l’evidenza ma solo interagendo con la realtà e dando alle difficoltà e problemi il loro nome .
Quando neghiamo l’evidenza spesso non chiamiamo le cose con il loro nome e tendiamo a sostituirlo con allusioni e perifrasi.
Parole come “ansia”, “infelicità”, “depressione” oppure frasi come “non ti amo più” o “sono ingrassato”, vengono bandite. Ognuno di noi ha le sue frasi e parole tabù; iniziare a pronunciarle quando serve, magari ad alta voce e prima di tutto con se stessi, è un ottimo esercizio per ricominciare ad ascoltarsi.
Infine…L’attesa.
Quando si ammette di avere un problema, il rischio può essere quello di cercare immediatamente soluzioni drastiche o sempliciste del tipo “tutto o niente”. Bisogna abituarsi invece a non dare risposte reattive. Se il primo passo è ascoltare l’interiorità, il secondo è quindi attendere. Non dobbiamo avere fretta o sostituiremo le nostre soluzioni cerebrali a quelle su misura per noi, che l’anima può farci scoprire un po’ alla volta.
C’è qualcosa dentro di me che sa quello che devo fare, impariamo ad affidarci. L’anima sa sempre dove andare.
Ciao, alla prossima.
Luisa.
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MERCOLEDI 2 NOVEMBRE 2011
Buongiorno a tutti,
eccomi tornata a voi, dopo tanti capovolgimenti pubblici e privati, desiderati e non, un cambio di mansione nonché d’ufficio, una battuta d’arresto più o meno “consistente” nella mia visione globale dell’esistenza, dell’umanità, dell’anima e di quant’altro…
Insomma, rieccomi a voi, con tante esperienze nuove al mio attivo, che alla fine hanno semplicemente rispolverato l’antica certezza che più si impara e più si diventa consapevoli di avere ancora …quasi tutto da imparare.
Sono irrimediabilmente posseduta dall’ancestrale anelito dell’essere umano che lo porta a voler innalzare, comunicare, condividere, tutto ciò che scopre, che apprende, con il resto del consorzio umano. In questo modo l’umanità si evolve.
Io desidero utilizzare come mezzo preferenziale la parola scritta, in questo modo mi sento a mio agio e con calma riesco a raccogliere idee ed esperienze per poi potervele inoltrare, con tutta l’umiltà che posso.
Ma sono certa che quando un singolo, oppure un gruppo di esseri umani scopre e impara qualcosa, questo si trasmette attraverso una sorta di canale a tutti gli altri, al resto dell’umanità.
La sapete la storia di quel gruppo di scimmie che vivevano non so più su quale isola..?
Bene, un gruppo di studiosi insegnò loro a sbucciare le banane, per poi potersene nutrire.
Qualche tempo dopo, un altro gruppo di scimmie che vivevano su di un’altra isola…”sapeva” sbucciare le banane, senza che nessuno gliel’avesse mai insegnato!
Quella capacità si era, non si sa come, trasmessa da un gruppo all’altro di primati.
Questo è solo un piccolissimo esempio, molto semplice ma parecchio esplicativo.
Gli esseri comunicano, le loro menti lo fanno, così come le loro anime. Siamo tutti immersi in una sorta di acquario dove le informazioni viaggiano da un essere all’altro sottoforma di…vibrazioni.
Quando un essere impara, viene a conoscenza, ed evolve, tutta l’umanità trae beneficio da questo.
La gioia e la felicità si trasmettono da un gruppo all’altro anche senza scriversi o raccontarsi…e purtroppo anche il dolore e la disperazione; dipende dalla sensibilità di ognuno, ma è così.
Per questo motivo sarebbe meglio dar peso (e pubblicità) maggiormente alle situazioni positive e costruttive invece che ai racconti ossessivi e morbosi di catastrofi, tragedie, morti e feriti, senza per questo negare gli eventi. In poche parole, comunicare qualcosa di bello eleva tutti!
Cerchiamo esperienze che possano nutrirci, farci evolvere, scoprire la bellezza e l’armonia dell’universo che si riflette dentro di noi, in ogni nostra cellula; non è sempre facile, ma sicuramente è possibile.
Così come da persone sagge e responsabili portiamo sulla nostra tavola alimenti genuini e per il più possibile freschi e sani (vero??) ed evitiamo per quanto si possa, veleni, sostanze chimiche e inquinanti..(perché mangiando portiamo il mondo dentro di noi e diventiamo il mondo, quindi attenzione, abbiamo quasi sempre la scelta!).
Vorrei introdurre una piccola novità, una sorta di “compitino” per la prossima volta, qualcosa di molto semplice, ma secondo me utile:
Fino alla prossima volta in cui mi leggerete, ogni volta che vi ricorderete di farlo, ponete un poco di attenzione a quanto piacere c’è nella vostra giornata. Per piacere intendo anche cose piccolissime, senza nessuna utilità tranne quella di farvi stare bene anche solo per un istante, anche soltanto pensandoci.
Ne riparleremo.
Per oggi è abbastanza. Per me scrivere è una catarsi, e sono felice di ritrovare chi, con pazienza e curiosità vorrà leggere le mie parole. Parole che oltre a voi, io dico a me.
Ciao a tutti e a presto. Luisa.
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Martedi 1 Giugno 2010
Buongiorno,
dopo una piccola pausa di riflessione e riorganizzazione delle informazioni e dei miei dati (mentali…), rieccomi a voi.
Ho avuto nei giorni scorsi, positivi riscontri in merito a queste mie “riflessioni creative” e ne sono sinceramente felice; la mia è una voce in mezzo a tante altre, che cerca di esprimersi e comunicare, per tutti coloro che vorranno ascoltarla.
Qualche sabato fa, ho partecipato al congresso che Riza organizza un paio di volte l’anno.
Si è parlato di rigenerarsi con la natura, prima di tutto con una partecipazione ad un ascolto attivo di noi stessi, della nostra interiorità. Poi nondimeno, di tutto ciò che ci circonda, dall’alternarsi delle stagioni, all’ambiente in cui viviamo, dalle persone che ogni giorno incontriamo alle emozioni e sentimenti che ci suscitano i fatti di attualità.
Questo è il mondo in cui viviamo, questa l’epoca e lo stato di cose in cui siamo chiamati ad interagire.
La natura ci manifesta tutto il suo supporto qui ed ora, adesso. Nulla ci succede per caso, nulla che non possiamo affrontare, abbiamo tutte le risorse per evolvere e per percorrere il nostro cammino…esattamente come siamo, né più buoni, né più belli e neppure più sani. Insomma senza cambiare nulla di noi stessi (per assomigliare a chi, poi? Chi o cosa decide qual è la perfezione?), poiché proprio su noi stessi dobbiamo “alchemicamente” lavorare, così da riuscire ad estrarre l’oro, la nostra vera, preziosissima essenza. Diventare se stessi, fare quello che si è, ciò che sappiamo fare istintivamente, quel sapere innato che nessuno ci ha insegnato, come il ragno che sa tessere la tela e sa esattamente come e dove farla…
Spesso però ci servono delle dritte, dei suggerimenti, vedere le cose in un modo piuttosto che nell’altro, può fare la differenza…e la naturopatia si occupa anche di questo.
Rigenerarsi con la natura, dicevo, fatta di fiori, profumi, erbe, alberi, colori, vivi ed intensi come siamo noi e le nostre emozioni, i disagi e le sofferenze spesso alla base dei malesseri delle persone.
L’utilizzo in naturopatia di risorse naturali fresche e giovani, come ad esempio i gemmo terapici, ricchi di principi attivi e di prorompente energia embrionaria, ribilancia in maniera efficace e duratura gli squilibri a cui un individuo è soggetto.
La forza della vita che viene in aiuto alla vita stessa, che mette a disposizione, sottoforma di sostanze appena colte, forze vive di grande efficacia, dovute all’energia pulsante ancora racchiusa nel preparato, tale da renderlo adatto più di altri a stimolare nell’organismo processi rigenerativi profondi.
I gemmo derivati sono le parti della pianta in accrescimento,ciò che la pianta, in potenza, diventerà (giovani getti, gemme, giovani radici ecc.). Sul piano organico, sono degli strumenti ideali per il drenaggio delle scorie che si accumulano nei tessuti, a causa magari di un’alimentazione cronicamente errata o dell’uso e abuso di farmaci. Sul piano simbolico, così come il seme, anche la gemma contiene il progetto della rinascita della pianta e in parte ne ha già anche la realizzazione; grazie a questa analogia e valenza energetica, le gemme preparano il terreno alla rigenerazione dei tessuti e di tutto l’organismo, psiche inclusa.
Il ricambio, la rigenerazione dell’organismo, è un processo continuo, che coinvolge milioni di cellule ogni secondo; alcuni apparati si rigenerano con un ritmo più veloce (le mucose, ad esempio), altri tessuti invece hanno un ricambio più lento (le cartilagini impiegano circa tre mesi).
Dopo un periodo più o meno lungo il nostro corpo è completamente nuovo, solo la nostra mente ed i nostri pensieri sono ancora al passato…riflettiamo su questo.
Ciao a tutti e a presto.
Luisa.
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LUNEDI 24 MAGGIO 2010
PERCORSI CREATIVI DI NATUROPATIA…….
Buongiorno, ciao a tutti!
Oggi l’ispirazione mi ha improvvisamente colta ed ho deciso di iniziare a scrivere a proposito di qualcosa che amo moltissimo, la naturopatia, appunto, con tutti i suoi luminosi annessi e connessi.
Desidero tracciare e percorrere insieme a voi una sorta di sentiero, un cammino…dove lascerò cadere dei sassolini colorati, condividendo con voi le mie esperienze, i miei studi, le scoperte e le lezioni che avrò la fortuna di imparare.
Innanzi tutto desidero fare un po’ di chiarezza su quello che è il ruolo e la competenza del naturopata.
Il suo scopo principale non è direttamente la cura delle malattie, ma la promozione dell’equilibrio energetico di ogni individuo, lo sviluppo delle sue potenzialità di autoguarigione ed espressione creativa delle sue risorse fisiche, psichiche ed emozionali.
Iniziando ad usare le discipline naturali olistiche, di cui fa parte la floriterapia, il reiki ecc., le persone si trovano ad intraprendere un cammino di trasformazione ed evoluzione che coinvolge non solo il corpo e il piano fisico, ma anche la mente e lo spirito.
L’approccio naturopatico e psicosomatico è così diverso dal metodo terapeutico medico (medicina allopatica) al quale siamo abituati, oserei dire rivoluzionario, perché consente di interpretare e riequilibrare in modo profondo e duraturo, ma graduale e rispettoso della persona.
Si agisce sulla globalità dell’individuo, non la malattia o il disturbo quindi sono al centro, ma la persona stessa, con tutta la sua ricchezza interiore. Si stimola l’equilibrio energetico e la naturale capacità di autoguarigione presente in tutti gli esseri viventi, non si immettono nell’organismo sostanze che sembrano mancare, ma si interpretano i sintomi e gli squilibri che si manifestano, senza sopprimerli; le persone vengono altresì responsabilizzate e rese partecipi del percorso che hanno intrapreso utilizzando la naturopatia,vengono accettate nella totalità delle loro manifestazioni e con l’operatore si stabilisce solitamente un contatto di fiducia e di empatia.
Le persone non cercano solo l’assenza di malattia, questo non è il benessere. Ognuno di noi cerca la felicità, la serenità, un equilibrio che gli consenta di trovare un senso in questa vita accelerata e spesso tormentata, in cui quasi tutti fanno finta di star bene e di non avere problemi…e invece così non è.
Sono reduce da un weekend all’Università per il seminario di naturopatia in cui si è parlato di medicine alternative….ma di questo parlerò la prossima volta.
A presto!
Luisa.
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